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Rocca: "La mia Honda è competitiva, punto a vincere ancora prima di fine 2024"

Intervista al pilota milanese che ha colto al Mugello il primo successo: "Ci siamo preparati bene a questo campionato, ora prenoterei volentieri Monza. Davanti ai miei amici..."

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Una settimana di vacanza in Puglia ma con il preparatore accanto: Paolo Rocca, 23 anni, milanese, il pilota su cui puntano Jas e Honda ha finalmente colto il primo successo alla seconda stagione di TCR Italy in gara 1 nell'ultimo appuntamento prima della pausa esitva al Mugello (12-14 lugliio) e non intende certo smettere.

Paolo, ha finalmente rotto il ghiaccio.

“Speravo che questa vittoria arrivasse prima. Purtroppo a inizio anno ho accusato qualche problema. Ma sono contento: questo successo è il frutto del lavoro che abbiamo svolto durante l’inverno sia come team sia mio personale. Con la Honda abbiamo lavorato sodo per essere costantemente competitivi”

Sei uno dei sei vincitori in altrettante gare: segno di un campionato competitivo.

“Questo è uno dei campionati più spettacolari, bellissimo con tanti piloti di alto livello. E anche numericamente funziona: siamo quasi una trentina, un bel colpo d’occhio. E siamo almeno una quindicina che possiamo vincere”.

Quale delle prossime tre gare si adatta meglio alla sua Civic?

“Direi Monza, che è un tracciato dove sono sempre andato forte e che mi piace. Credo che andremo bene anche a Vallelunga, l’unica tappa dove potremmo avere problemi è Imola perché correremo zavorrati. Ma non mi preoccupo perché la mia Honda è competitiva, dunque il mio obiettivo è di riuscire a vincere ancora, almeno una gara. Chiaro che sarebbe bellissimo farlo a Monza, davanti ai miei amici. Vincere è sempre bello, ma farlo davanti a chi ti conosce assume un sapore particolare”.

 

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Come si trova con ALM?

“Ho fatto una ottima scelta, stiamo lavorando tanto insieme alla Honda. C’è fiducia reciproca e ciò è molto importante. Se dovessimo proseguire così, si potrebbe anche puntare a vincere almeno un campionato”.

Lei condivide la tenda con Rubens Volt e Levente Losonczy.

“Ruben è molto forte, mi piace come pilota, riesce sempre a fare la differenza in qualifica. Levente sta accumulando esperienza e questo lo porterà a essere competitivo. Lo dicono i risultati”.

Che rapporto ha con loro?

“Ci confrontiamo a fine di ogni giornata con i nostri ingegneri ma ognuno lavora per sé. Con Levente ogni tanto ci si incontra al simulatore del team, ad Arluno”.